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combatteremo all'ombra

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June 06

La casa sulla sabbia e quella sulla roccia

Dal Vangelo secondo San Matteo, 7, 24 - 27: "Perciò chiunque ascolta queste mie parole e le mette in pratica, è simile a un uomo saggio che ha costruito la sua casa sulla roccia. 25Cadde la pioggia, strariparono i fiumi, soffiarono i venti e si abbatterono su quella casa, ed essa non cadde, perché era fondata sopra la roccia. 26Chiunque ascolta queste mie parole e non le mette in pratica, è simile a un uomo stolto che ha costruito la sua casa sulla sabbia. 27Cadde la pioggia, strariparono i fiumi, soffiarono i venti e si abbatterono su quella casa, ed essa cadde, e la sua rovina fu grande".

Beh, messa così la scelta è facile: quale idiota costruirebbe una casa sulla sabbia, per vedersela portar via dalla prima acqua, quando c'ha la possibilità di costruirne una sulla roccia, destinata a durare nei secoli?

Ma se dalla casa costruita sulla sabbia si vede questo:

e invece dalla casa sulla roccia il paesaggio è più o meno così:

 

Che scegli?

April 26

Oh Capitano! Mio Capitano! (Walt Whitman) , ovvero della bella morte

Oh Capitano! Mio Capitano!
il nostro duro viaggio è finito,
la nave ha scapolato ogni tempesta,
il premio che cercavamo ottenuto, il porto è vicino,
sento le campane,
la gente esulta, mentre gli occhi seguono la solida chiglia, il vascello severo e audace:
ma, o cuore,
cuore,
cuore!
gocce rosse di sangue dove sul ponte il mio Capitano giace caduto freddo morto.
O Capitano! Mio Capitano!
alzati a sentire le campane; alzati - per te la bandiera è gettata - per te la tromba suona, per te i fiori, i nastri, le ghirlande -
per te le rive di folla, per te urlano, in massa, oscillanti, i volti accesi verso di te;
ecco Capitano!
Padre caro!
Questo mio braccio sotto la nuca!
E' un sogno che sulla tolda sei caduto freddo, morto.
Il mio Capitano non risponde,
esangui e immobili le sue labbra,
non sente il mio braccio, non ha battiti, volontà,
la nave è all'ancora sana e salva,
il viaggio finito, dal duro viaggio la nave vincitrice torna, raggiunta la meta;
esultate rive, suonate campane!
Ma io con passo funebre cammino sul ponte dove il Capitano giace
freddo,
morto

April 14

Le conseguenze dell'amore

    

 

Un film magnifico, pensato e che fa pensare.

Una frase riassume per me tutto il significato del film: "Non bisogna mai smettere di avere fiducia negli uomini, direttore. Il giorno che accadrà sarà un giorno sbagliato".

E poi conosco una persona che la scena sull'amicizia di Dino Giuffré la fa meglio di Toni Servillo.

 

March 29

Il sonno

 
 
LE CATTEDRE DELLA VIRTÙ

Elogiavano a Zarathustra un saggio, che sapeva parlare bene del sonno e della virtù: e che, per questo, era molto stimato e ricompensato; e tutti i giovani si assiepavano intorno alla sua cattedra. Zarathustra si recò da lui e con gli altri giovani si sedette davanti alla sua cattedra. E così parlò il saggio:
"Onore e pudore per il sonno! Questa è la prima cosa! E sfuggite tutti coloro che dormono male e stanno svegli di notte!
Davanti al sonno, è timoroso anche il ladro. Egli si insinua sempre durante la notte silenziosamente. Al contrario la ronda notturna è sfacciata, suona senza pudore il suo corno. -
Dormire non è arte da poco: intanto è necessario stare svegli tutto un giorno senza interruzione.
Dieci volte al giorno dovrai vincere te stesso: ciò produce infine una buona spossatezza ed è un buon papavero per lo spirito.
Dieci volte al giorno dovrai inoltre fare la pace con te stesso; dato che la vittoria su se stessi è amarezza; e chi non si è riconciliato con se stesso dorme in malo modo.
Dieci verità al giorno tu dovrai discoprire; altrimenti anche durante la notte tu andrai cercando la verità, e lo spirito tuo sarà inquieto.
Dieci volte al giorno dovrai ridere ed essere allegro; altrimenti durante la notte ti darà fastidio lo stomaco, che è il padre di ogni tribolazione.
Pochi sanno ciò: ma bisogna possedere tutte le virtù per dormire bene. Testimonierò io forse il falso?
Commetterò adulterio?
Desidererò per me la donna del mio prossimo? Tutte queste cose non si accordano con un buon sonno. Ma anche quando possedessimo tutte le virtù, bisogna altresì saper fare un'altra cosa: mandare al tempo giusto a dormire anche le virtù.
Perché non litighino tra loro, quelle donnette a modo! E sul conto tuò, infelice!
Pace con Dio e col prossimo: questo ci vuole per un buon sonno. E in pace anche col demonio del 'prossimo! Altrimenti durante la notte verrà a infastidirti.
Onore e rispetto per le autorità, e anche verso l'autorità corrotta! Questo vuole il buon sonno. E che colpa ne ho io, se l'autorità cammina spesso e volentieri a gamba zoppa?
Il miglior pastore, per me, sarà sempre colui che guiderà le sue pecore verso il più verde pascolo: questo si accorda con un buon sonno.
Non voglio molti onori, né grandi tesori: fanno infiammare la milza. Ma male si dorme senza una buona reputazione ed un piccolo tesoro.
Una compagnia piccola mi è più grata di una maligna: tuttavia deve saper andare e venire al momento opportuno. Questo soltanto si accorda con un buon sonno.
Molta soddisfazione mi danno i poveri di spirito: essi mi conciliano il sonno. Sono gente contenta, specialmente quando si dà loro sempre ragione.
Così passa la sua giornata l'uomo virtuoso. Quando poi scende la notte, mi guardo bene dall'invocare il sonno! Perché il sonno, che è il padrone delle virtù, non vuole essere invocato!
Invece torno col pensiero a ciò che ho fatto e detto durante il giorno. Rimuginando, interrogo me stes. so, paziente come una mucca: quali sono oggi state le dieci vittorie che hai riportate su te stesso?
E quali sono state le dieci rappacificazioni e le die, cl risate, con cui ho fatto felice il mio cuore?
Così pensando e cullato da quaranta pensieri, d'un tratto il sonno mi sopraffà, non invocato, lui, il padrone delle virtù.
Il sonno batte ai miei occhi, ed essi divengono pesanti. Il sonno mi palpa la bocca; ed essa rimane aperta.
Veramente giunge a me con passo leggero, come un ladro amatissimo, e trafuga i miei pensieri, così che io rimango lì in piedi, sciocco come questa cattedra.
Ma non a lungo resto così: ecco che già mi sdraio."
Quando Zarathustra ebbe udito il saggio dire queste cose, rise nel suo cuore: perché una luce si era fatta in lui. E così parlò al suo cuore:
"Un pazzo mi senbra questo saggio con i suoi quaranta pensieri: ma tuttavia credo che del dormire proprio se ne intenda.
Beato chi vive nella vicinanza di questo saggio!
Un sonno tale è contagioso e penetra anche attraverso uno spesso muro.
Un incanto si annida nella sua cattedra. E non per nulla i più giovani si sono seduti intorno al predicatore di virtù.
La sua saggezza si chiama: stare svegli, per poi dormire bene. E in realtà, se la vita non avesse alcun altro senso, e io dovessi scegliere un non-senso, questo mi sembrerebbe il non senso più degno dl essere scelto.
Ora comprendo ciò che una volta veniva ricercato oltre ogni cosa, quando si cercava un maestro di virtù. Un buon senso e virtù papaveracee!
Per tutti questi tanto declamati saggi, la sapienza aveva il significato di un sonno senza sogni: la vita non aveva per loro miglior senso di questo.
Anche oggi ve ne sono taluni, e non sempre così onesti come questo: ma la loro ora è ormai suonata. E non a lungo rimarranno in piedi: presto saranno a terra.
Felici coloro che hanno sonno: perché chineranno la testa e si addormenteranno presto."
Così parlò Zarathustra.

November 05

Odissea

Immaginate di non vedere una persona, anzi, "la" persona che amate da tanto, tantissimo tempo.
Immaginate di aver ormai perso ogni speranza di rivederla, e di essere pronti ad accontentarvi di pseudo sostituti.
Immaginate poi che proprio quando il vostro amore sembra destinato a non tornare più, ve lo ritroviate d'improvviso davanti.
Immaginate che pur di riabbracciarvi abbia superato insidie infinite, pericoli sovrumani e abbia eliminato poi tutti quelli che vi ronzano intorno con modi alquanto bruschi.
Immaginate che siete tanto timorose di donare il cuore ad uno sconosciuto, da mettere alla prova quello che tutti, ma proprio tutti, vi indicano come la persona che voi amate, chiedendogli un segreto che solo lui conosce.
Immaginate che quella persona non se ne abbia a male, ma vi sveli il segreto.
Ecco, avete immaginato più o meno il libro XXIII dell'Odissea.
Ora fate un altro piccolo sforzo di immaginazione: pensate a quale potrebbe essere la ricompensa più bella che un Dio (meglio, una Dea, ché tutto è merito di Atena) possa pensare perché i due amanti, da tanto tempo lontani, possano finalmente assaporare di nuovo l'antico amore. Ecco, c'avete preso: Atena trattiene i cavalli dell'Aurora, già pronti a portare il Sole in alto nel cielo, così da regalare ad Ulisse e Penelope una lunga, lunghissima notte, in cui tutti i dolori, le attese, le ansie, le imprese possano essere narrati.
Per premio, le parole di Omero
 
"A questi detti s'eccitò in Ulisse
Desìo maggior di lagrime. Piagnea,
Sì valorosa donna e sì diletta
Stringendo al petto. E il cor di lei qual era?
Come ai naufraghi appar grata la terra
Se Nettuno fracassò nobile nave,
Che i vasti flutti combatteano e i venti,
Tanto che pochi dal canuto mare
Scampâr nôtando a terra e con le membra
Di schiuma e sal tutte incrostate, e lieti
Su la terra montâr, vinto il periglio:
Così gioìa Penelope, il consorte
Mirando attenta, né staccar sapea
Le braccia d'alabastro a lui dal collo.
E già risorta lagrimosi il ciglio
Visti gli avrìa la ditirosea Aurora,
Se l'occhio azzurro di Minerva un pronto
Non trovava compenso. Egli la Notte
Nel fin ritenne della sua carriera,
Ed entro all'Ocean fermò l'Aurora,
Giunger non consentendole i veloci
Dell'alma luce portator destrieri,
Lampo e Fetonte, ond'è guidata in cielo
La figlia del mattin su trono d'oro."
 
Poi dicono i Classici...
 

 

 

Lasciate i vostri giudizi sul blog in questo spazio: ne farò tesoro.

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PASCAL BLUwrote:
sono capitato sul tuo blog per caso cercando "lumi" su un testo dei baustelle. complimenti i tuoi post sono moltpo interessanti e mi ci trovo in "sintonia". Saluti da Milano! Diego
May 13
Vale .wrote:
Ogni parola può essere un segno indelebile nella nostra anima. Ogni gesto un frammento della nostra vita. Un cenno, e tutto cambia. Pronti, in prima linea, a dover voltare pagina e ricominciare da capo.
Ogni persona che incontriamo lungo il nostro cammino non è li per caso. C'è sempre un motivo. Un segnale che Qualcuno ci lancia e che molto spesso non riusciamo a capire.
Ma... riusciamo a capire davvero quello che c'è in fondo al nostro cuore? No... siamo troppo occupati a cercare un'ideale, un modello di vita che probabilmente nemmeno esiste. Dovremmo sforzarci un po' di più di leggere in fondo al nostro cuore, per poi costruire, mattone dopo mattone, la vita che vorremo.
 
Pensaci.
Jan. 4
cercavo il Kubla KHAN su google..e sono capitata qui..ti lascio un salutino!kiss
Nov. 6
Peppewrote:
we massimiliano devo darti un brutta notizia la festa dei gigli gia e passata telo dissi pure era l'ultima domenica di agosto mi dispiace pensavo che tene saresti ricodato,mi dispiace.vabbe non mancheranno occassioni durante quest'anno.vabbe se riesci a venire in piscina anche solo un paio di mesi mi fara piacere.ok io ciao peppe
Sept. 8
Monicawrote:
ma che meraviglia sei...
Sept. 8
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